Fataità
2021 / installazione sie specific, dimensioni variabili / elementi in ceramica smaltata con tecnica lustro, Lecce (IT)




Fataità è una parola dialettale veneziana, utilizzata nel linguaggio quotidiano, che si presta a significati e interpretazioni di varia natura. Viene spesso pronunciata per stigmatizzare un evento che non conosce spiegazione pratica o logica, un imprevisto che sconvolge i piani e cambia radicalmente lo sguardo e la prospettiva sulle cose. Il progetto installativo si nutre di diversi incontri, conversazioni, lettere, scambi di idee, sul significato dei legami interpersonali e sul grado di consapevolezza del ruolo che si gioca all'interno di una relazione. Liberamente ispirato a Elefanteide, storia verissima di un elefante, poemetto erotico satirico di Pietro Buratti (1819), il racconto narra le vicende di un'elefantessa imbestialita in fuga tra le calli della laguna, in cerca di un posto tranquillo in cui praticare autoerotismo.

Fataità è l'esplosione di un dettaglio: il gioco della dama all'interno degli harem abitati dalle odalische di Matisse,
donne immerse in un’atmosfera passiva di attesa e silenzio. Le pedine orientano i movimenti nello spazio fiutando la direzione a partire da un istinto femminile primitivo, selvaggio, in cui la possibilità di una sessualità ambigua, morfologicamente ibrida, apre un campo da gioco di possibilità e di dialogo ogni volta differenti. La relazione tra le due entità scultoree genera un campo energetico attivato dalla presenza dello spettatore che porta all’interno dell’installazione il tempo della realtà; coinvolto in un ipotetico dialogo tra due parti irrompe all’interno di una partita in cui non è importante conoscere le regole ma, di volta in volta, sono le diverse posizioni dei singoli elementi a raccontare dinamiche di potere e giochi di ruolo differenti.