Senza titolo (diario)




2019



acrilico e pataplumb su tela
10x20, 20x30, 30x30, 30x40 cm 

L’ artista cinese Ren Hang (Marzo 30, 1987 - Febbraio 24, 2017) sul suo sito professionale ha tenuto un diario della sua depressione. Per farlo ha utilizzato la sua lingua madre, non esiste nessuna traduzione ufficiale dei suoi testi. Ho chiesto ad un amico cinese di tradurre alcuni frammenti estrapolati dal diario dell’artista. Non essendo lui un traduttore, mi ha restituito un testo nel quale l’errore, reso materiale visivo e percettivo, evoca l’intraducibilità di un sentimento intimo e, contemporaneamente, si fa portavoce di uno squilibrio interiore. Ho selezionato alcune frasi per la capacità di descrivere lo spirito del tempo. I colori - oro e argento, colori solitamente attribuiti all’ambito del sacro o le tinte pastello - sono usati come un involucro volto a svelare un messaggio di dolore disatteso, condivisibile, contemporaneo.


The Chinese artist Ren Hang (30th March 1987 - 24th February 2017) kept a diary of his depression on his official website. To do this he used his mother tongue: no official translation exists. I asked a Chinese friend to translate some fragments taken from the artist's diary. Since he is not a translator, he returned to me a text in which the errors, made visual and perceptual, evoke the untranslatability of an intimate feeling and, at the same time, give voice to inner imbalance. From the text returned to me, I selected some words for the ability to describe the spirit of the time.
The colors - gold and silver, colors usually associated with the sacred, or pastel shade - 
are used as a wrapper which reveals a message of a pain which is neglected, relatable and contemporary.

White elephant 




2018




performance Anonima Kunsthalle, Varese (IT)
maschera elefante, didò
performer Giada Biaggi


White Elephant è un momento performativo di fragile contemplazione.
Un’immagine onirica, incorniciata nella sua composizione stabilisce una relazione sospesa tra sé e il tempo della fruizione: una docile e inutile attesa. 
L’azione si ispira all’espressione anglofona White Elephant, utilizzata per intendere qualsiasi progetto o bene che necessiti di cura e risorse economiche non proporzionali all’investimento iniziale. Per questo motivo, definisce l’inutilità e l’insuccesso di queste forme che, divenute obsolete, sono destinate all’abbandono. Lo status di impossibilità si congela in un’immagine senza tempo, una danza metamorfica in uno spazio dai connotati temporali indefiniti. La solitudine estraniante si esalta attraverso contorni interpretativi morbidi, disponibili a una silenziosa interazione.


White Elephant is a performative moment of fragile contemplation.
A dreamlike image framed in its composition establishes a suspended relationship between itself and the time of fruition: a docile and useless waiting. The action is inspired by the anglophone expression “white elephant”, used to mean any project, person or asset that requires care and economic resources out of proportion with the initial investment. For this reason, it is used to express their uselessness and failure. The state of impossibility freezes in a timeless image, a metamorphic dance in a space with indefinite temporal connotations. The estranging solitude is intensified through fluid interpretive layers opened up through a silent interaction.

Sugar snap pea 




2018




performance con macchina da zucchero filato
presentata durante Arte Fiera in occasione di POLIS BBQ 
spazio MALGRADO, Bologna (IT)
foto credits Filippo Cecconi 


Nel vortice della rappresentazione personale ci muoviamo in uno spazio frammentato nel quale il passaggio dal digitale al reale ci appare come uno scompenso estetico, scuro e distante dalla perfezione della rappresentazione virtuale. Nel seminterrato dello spazio espositivo, prende forma un laboratorio magico, si produce l’immagine di una vanitas contemporanea. Lo zucchero, additivo per eccellenza, viene considerato per la sua capacità di trasformazione, volta a confondere il gusto e migliorare l’aspetto performante di qualsiasi contenitore. Durante l’azione performativa, lavorando lo zucchero a diverse temperature, il tempo svela l’aspetto caduco dell’immagine: lo zucchero mette in scena l’effimera condizione dell’esistenza. Proprio come un filtro presente in ogni tipo di applicazione della riproduzione digitale di sé, lo zucchero è l’ingrediente patinato che si interpone tra il desiderio puro e la sua mistificazione.


In the vortex of personal representatio
n, we move in a fragmented space in which the passage from the digital to the real appears as an aesthetic failure, dark and distant from the perfection of virtual representation. In the basement of the exhibition space, a magical laboratory takes shape, producing the image of a contemporary vanitas. Sugar, the perfect additive, is employed for its transformative capacity, confusing the sense of taste and heightening the performative aspect of anything to which it is introduced. During the performance, as the sugar is worked at different temperatures, time reveals the fleeting nature of images: the sugar portrays the ephemerality of existence.The performance displays the layers and the structures of daily interaction. Sugar is the protagonist as the substance added to others to confer to them certain qualities, improve their characteristics and, in a certain way, their performative aspect. Just like the filters used by every application involving the digital reproduction of the self, sugar is the glazed ingredient that interposes between pure desire and its mystification.



Tutte le parole che ti ho detto, in attesa che svaniscano





2017




Performance con spara coriandoli
900 fogli A4 multicolor 21x29,7 cm
Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia (IT)
Foto credits Ana Blagojevic 

Il lavoro visualizza l’immaterialità delle relazioni instaurate tra gli artisti e chi lavora ogni giorno all’interno della Fondazione Bevilacqua La Masa nel 2016, anno in cui sono stata selezionata per la residenza annuale. Ho ricavato coriandoli da 900 fogli colorati sui quali sono state stampate tutte le mail condivise tra artisti, curatori e staff tecnico. Attraverso un preciso processo di distruzione, l’energia ricavata è messa in circolo attraverso un Confetti cannon. L’opera occupa in maniera provvisoria lo spazio bianco della galleria dedicato al mio lavoro, creando un’immagine sull’intenzione e sull’energia messa in moto dai processi di comunicazione. Una riflessione sul tempo e le relazioni si condensa nel tappeto di coriandoli e le sue molteplici stratificazioni concettuali, la forza di gravità propone una delle possibili risposte. 


The work gives visual form to the immateriality of the relationships established between the artists and those who work for the Fondazione Bevilacqua La Masa in 2016, when I was one of the twelve artists chosen for the annual residency. I punched out confetti from 900 sheets of colored paper, on which were I previously printed the entirety of the emails shared by the artists, curators and the technical staff. Through a precise process of destruction, the energy extracted was dispersed around the room by a confetti cannon, temporarily occupying the white gallery space assigned to my work. The image portrays the purpos and energy put in motion by the communication process. A reflection on time and relationships is made material by confetti carpet and its multiple conceptual layers, the force of gravity offers a possible response.



Giovane musa 




2017





Telo da spiaggia_150 x 100 cm
video 3’13’’. performer Gwendoline Meunier




Il progetto è stato realizzato in occasione delle mostra LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA, sul trascorrere del tempo estivo. Il lavoro riflette sulla figura dell’intrattenitore, un professionista del gioco e del tempo libero, organizzatore, conduttore, coordinatore, motivatore e stimolatore dedicato alla produzione del divertimento. La gestione del proprio tempo libero, la paura di non riuscire a godere dello stesso diletto senza la presenza di un animatore pagato per farlo, si condensano in un telo da spiaggia, componente essenziale del clima vacanziero, diventa feticcio da stendere al muro e venerare.
Nelle Metamorfosi, Ovidio racconta il tempo delle muse trascorso a danzare con maggiore grazia solo per la presenza e lo sguardo di Pegaso. L’immagine di una musa contemporanea prende vita in un video che visualizza la solitudine di un intrattenimento straniante. A fare da sfondo paesaggi disabitati e immersi nel silenzio, sospesi e inerti di fronte ai cambiamenti nevrotici della realtà.


The project was realized for the exhibition “Le Smanie per la Villeggiatura” (“Pining for a Holiday”) on the theme of time during summer holidays. The work reflects on the figure of the entertainer, a games and leisure professional: organizer, director, coordinator, motivator and stimulator dedicated to the creation of fun. The need to entrust their free time to a team of professionals and the fear of not being able to enjoy the same pleasure without the presence of a paid entertainer are condensed into a beach towel; an essential component of the holiday climate, it that becomes a fetish to hung on the wall and  to venerate. In his Metamorphoses, Ovid describes how the Muses danced more gracefully because of the presence and the gaze of Pegasus. The image of a contemporary muse comes to life in a video that displays the solitude of alienating entertainment, immersed in a motionless, timeless landscape, inert in front of the neurotic changes in reality.

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